Metti una sera a cena

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Mattarell display Qui a Washington Italians in DC [IDC] è una variegata comunità di persone di varie età, estrazione e orientamenti. Quello che ci accomuna è una identità culturale di origine e la voglia di dimostrare che “Italia è bello!” Gli iscritti sono un campione di quelli che si sono rimboccati le maniche e, non senza esitazioni, hanno cercato altrove un’opportunità che in patria stentavano a trovare. E sono tante le realtà di italiani che, quando vogliono, sanno provare al mondo di non essere secondi a nessuno!

La mia partecipazione al gruppo normalmente si limita a piccole riflessioni sul costume e sulla lingua italiana, apparse su questo blog. Forse qualcuno si sarà accolto del lungo mio silenzio. In realtà, potrei servirmi di Manzoni quando giustifica il suo silenzio nel dibattito su Napoleone. Ero dell’idea che già troppe voci si erano levate e accavallate sugli ultimi accadimenti politici dalle due parti dell’oceano: le elezioni americane e il referendum in Italia. Abbiamo sofferto per una indigestione di parole e non volevo peggiorare ulteriormente la situazione, ma i libri mi hanno sempre affascinato e pensare di poter parlare con qualcuno che lavora presso l’Istituto culturale più antico negli Stati Uniti, che sul proprio sito web viene descritta, con una prosopopea patriottica tutta made in USA, come la più grande biblioteca del mondo, ha stuzzicato la mia curiosità. Sono stata, quindi, contenta dell’opportunità avuta di incontrare una splendida persona che, dai patri lidi laziali è pervenuta, non senza peripezie, a questa parte del mondo per riorganizzare le collezioni italiane raccolte presso la Biblioteca del Congresso -che identificheremo, per brevità, LC-e darne diffusione, con la sua perizia e una passione tutta italiana. Che dire: siamo un popolo di santi, poeti, navigatori e, perché no bibliotecari!

Grazie all’intercessione di un solerte membro del gruppo di IDC, ho incontrato Lucia, intavolando con lei, in una delle rare sere in cui il clima locale ha permesso di cenare piacevolmente all’aperto, l’unica conversazione possibile che, parafrasando Virginia Wolf, può andare a buon fine solo se condotta dopo cena aleggiando sui calici di vino usati per innaffiarla.
Approdata alla LC come stagista volontaria, il suo lavoro attuale, come bibliotecaria a pieno titolo, la vede impegnata a dar lustro alla corposa collezione italiana della biblioteca che comprende materiale librario e cartografico di grande valore ma, finora sconosciuto ai più: almeno 450,000 voci nel catalogo LC comprendenti incunaboli, cinquecentine, libri rari e moderni, periodici, mappe, spartiti musicali, stampe e fotografie, manoscritti, ecc. Un patrimonio in continua crescita ad un ritmo di circa 6,000/7,000 nuove acquisizioni dall’Italia ogni anno.

Vi capita mai di considerare in retrospettiva il persorso compiuto fino ad un certo punto nella vita per poi scoprire che le più disparate esperienze vi sono servite per acquisire particolari competenze che vi rendono the man for the job? La sua conoscenza della lingua inglese e suoi studi in ambito storico medioevale hanno permesso a Lucia di portare avanti una certosina ricerca nel labirinto delle collezioni, organizzando anche mostre di tutto rispetto, allestite negli ambienti della LC. Nell’anno appena trascorso Lucia ha organizzato: una conferenza e mostra per il 750esimo della nascita di Dante Alighieri; una commemorazione dei 500 anni della fondazione del Ghetto di Venezia in collaborazione con l’Ambasciata italiana in Washington ed il Centro Primo Levi di New York; un evento per promuovere la salvaguardia dei patrimoni manoscritti in paesi investiti dalle guerre passate e presenti con l’Ambasciata di Malta, l’Ambasciata italiana, la Delegazione degli Istituti di Cultura dell’Unione Europea, e la Hill Museum and Manuscript Library del Minnesota; la lettura e discussione de Un paese di carta, primo romanzo di Laura Benedetti, professore di italianistica alla Georgetown University; la presentazione di Salvatore Settis del suo libro Se Venezia muore… pubblicato in inglese dalla New Vessel Press di New York; ed infine, poteva mai mancare, una conferenza culinaria per celebrare la prima Settimana dell’Alta Cucina Italiana nel Mondo con l’Ambasciata italiana e due chefs italo-americane di grande fama[1].

Quello che nell’immaginario collettivo di molti potrebbe sembrare un polveroso deposito, è in realtà una fucina di idee in fermento, dove l’ausilio della tecnologia viene impiegata per una facilitata fruizione delle pubblicazioni una volta praticamente inaccessibili. Infatti La LC porta avanti numerosi progetti anche grazie a donazioni e alla tecnologia che al giorno d’oggi permette cose impensabili solo qualche decennio fa. Sotto l’egida dell’UNESCO ha preso vita il progetto World Digital Library, [WDL] che, per l’Italia include la digitalizzazione di numerosi manoscritti, libri molto rari, peridoici, e mappe conservate nelle più prestigiose biblioteche italiane, come la Biblioteca Medicea Laurenziana, la Biblioteca Alessandrina, la Biblioteca Riccardiana ed altre[2]. Lucia ha lavorato su molte di queste voci italiane della WDL provvedendo alle descrizioni e traduzioni per la raccolta di metadati; per esempio, tra tutti, pensiamo ad un manoscritto medievale conservato in Italia presso l’Abbazia di Grottaferrata. Mi ha raccontato che sono tutt’ora in corso trattative tra gli stati per licenze e permessi in ordine alla fruizione di materiale da digitalizzare che potrà essere visionato attraverso il canale di accesso digitale della LC[3].
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How big is big???” Il corpus delle collezioni viene costantemente rimpolpato anche grazie agli arrivi di materiale editoriale italiano nuovo ogni anno. Questo comporta un vaglio attento di 500/1000 monografie al mese da parte di Lucia per mantenere le collezioni all’altezza del loro prestigio, in aggiunta ai periodici, i database, e le acquisizioni speciali che Lucia stessa esamina e seleziona. Nell’ultimo anno, Lucia ha attivamente proposto ed ottenuto l’acquisizione di due opere italiane molto rare: Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio raccolti ed illustrati da Ottavio Bertotti Scamozzi, pubblicata dall’ Editore Giovanni Rossi a Vicenza nel 1769; e Della Influenza del Ghetto Nello Stato scritto da Giovanni Battista Gherardo D’Arco e pubblicato a Venezia nel 1782.
Tra il fuoco di fila delle domande che le ho rivolto eccone un piccolo esempio:

Quali sono le collezioni che lei personalmente ha scoperto e preferisce?
Non è quasi possibile per me rispondere a questa domanda perché ho scoperto talmente tante collezioni da quando sono arrivata alla LC; dalle mappe d’Italia dal 1500 al 1899; alle costituzioni italiane dal 1796 al 1948; la vasta collezione di incunaboli e cinquecentine italiane donati da Lessing J. Rosenwald alla LC tra il 1943 e il 1975, tra cui una delle più prestigiose edizioni della Divina Commedia con il primo commento di Cristoforo Landino stampato a Firenze da Niccolò Lorenzo nel 1481 e le illustrazioni di Baccio Baldini ispirate da disegni di Sandro Botticelli. Comunque, sto anche scoprendo, per mettere a conoscenza del pubblico italiano, americano ed internazionale che frequenta la LC, le opere dei grandi autori italiani presenti nelle collezioni, dai classici come Dante, Petrarca, Ariosto, e Tasso a Manzoni, Foscolo e Leopardi; da Primo Levi, Leonardo Sciascia, Italo Calvino ed Umberto Eco ai nostri autori moderni e contemporanei noti e meno noti come Grazia Deledda, Italo Svevo, Dacia Maraini, Alda Merini, Eugenio Montale, Umberto Saba e tanti altri che compongono la nostra prestigiosa tradizione letteraria; ma mi propongo ogni anno di acquisire i premi letterari italiani contemporanei più rilevanti ed anche un certo numero dei finalisti che hanno suscitato dibattiti culturali interessanti in Italia. Infine, sono molto interessata a scoprire tutte le traduzioni in inglese degli autori italiani che fanno parte delle nostre collezioni perché il mio scopo principale è di proporli non solo alla comunità italiana in Washington DC ma anche al vasto pubblico degli americani che sono interessati alla cultura italiana pur non conoscendone bene la lingua.

Esistono testi in braille in italiano o comunque riferiti all’Italia?

Certamente, e in particolare, visto che ne abbiamo parlato prima, esiste una edizione braille della Divina Commedia in inglese, ma esistono circa 2,000 titoli in braille e audio che si riferiscono all’Italia come le eversioni inglesi de Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani, Fontamara di Silone, Le fiabe di Italo Calvino, e molto altro[4].

Qual è un personaggio italiano più illustre – da quando lei lavora lì- che ha visitato la Biblioteca? Ha un aneddoto o un ricordo legati alla visita?

In occasione del cinquecentenario della pubblicazione del Principe di Machiavelli il giudice della Corte Costituzionale, ex presidente del Consiglio dal 1992 al 1993, Giuliano Amato venne in visita negli Stati Uniti nel novembre del 2013 ed apprezzò con parole di lode lo splendido lavoro messo a punto nell’allestire la mostra di libri ed altri documenti inerenti al contesto culturale in cui apparve e si divulgò l’opera del Machiavelli, comprese alcune rare traduzioni inglesi ed americane. Cosa notevole, le traduzioni inglesi seguirono le edizioni dell’opera in latino e non dall’originale italiano, come la prima traduzione in latino del Principe compiuta da Silvestro Tegli in 1560, nella copia presso la LC, resa ancora più pregevole per il fatto di essere appartenuta alla collezione originaria di Thomas Jefferson, fondatore della LC. Tra le varie opere notevoli in mostra, c’era anche una traduzione in inglese delle Istorie fiorentine del Machiavelli, utilizzata per sostenere la traballante causa delle nuove colonie della Virginia, dopo la disastrosa sconfitta subita da Sir Walter Raleigh, esploratore e colonizzatore sotto l’egida della Regina Elisabetta I.
A seguire, durante la sua visita nel maggio del 2014, la presidente del Consiglio Laura Boldrini ha potuto ammirare la mostra sulle donne italiane intellettuali; una fra tutte, Cassandra Fedele (Venezia 1465-1558), attraverso un rarissimo incunabolo del XV secolo che raccoglie sue epistole e orazioni in latino che pronunciò pubblicamente nel 1487 all’Università di Padova, ed è una delle tre edizioni al mondo conservata alla Library of Congress. [chiedersi perché una umanista di tale levatura non goda di pari risalto nei nostri libri di testo potrebbe solo evidenziare l’importanza per le donne di continuare a lottare per il riconoscimento dei propri meriti].

Qual è, a suo avviso, il futuro delle biblioteche?

Il futuro delle biblioteche pubbliche e non è più che mai vivo e non solo culturalmente importante ma anche dal punto di vista civico. Le biblioteche di oggi, al contrario di quanto si senta normalmente dire, traggono beneficio della incorporazione di tecnologie digitali perché possono diventare i nuovi centri di produzione e diffusione dell’informazione a scopi di cooperazione sociale a livello locale, nazionale, ed anche globale. La biblioteca moderna non è soltanto un deposito per la conservazione dei libri e documenti a stampa o manoscritti, la biblioteca assume un ruolo molto più attivo proprio grazie alle nuove tecnologie e ai social media. Io posso comunicare con ricercatori e bibliotecari in tutto il mondo e iniziare collaborazioni che non si potevano neanche immaginare qualche decennio fa.

Che dire, una serata che avrei voluto non finisse mai. Ci siamo lasciate con la promessa di ritrovarci ancora e per voi lancio l’invito a visitare, per studio o per curiosità, la sezione europea che accoglie le collezioni italiane. Cosa resta da aggiungere? Troverete in Lucia un valido aiuto per rispondere ai vostri quesiti in materia. Provare per credere!

Note:
Ringrazio Lucia per la sua disponibilità. I commenti non sono in alcun modo espressione della Library of Congress. I links sono offerti a coloro che vogliono proseguire la scoperta delle collezioni italiane a disposizione

[1]https://www.loc.gov/rr/european/calendar/calendar.html
[2]https://www.wdl.org/en/search/?institution=laurentian-library

https://www.wdl.org/en/search/?institution=alessandrina-library

https://www.wdl.org/en/search/?q=riccardiana

[3]https://www.wdl.org/en/item/11561/#q=grottaferrata
[4]Per fare una rapida ricerca, si può consultare il catalogo della National Library Service for the Blind and the Physically Disabled della LC http://www.loc.gov/nls/ oppure, http://nlscatalog.loc.gov/cgi-bin/Pwebrecon.cgi?DB=local&PAGE=First

Pandora Falasfoglia

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