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Cari amici,

Parolab continua nella prossima stagione, 2019-2020, con la sua formula di successo: incontro mensile per discutere libri italiani, spesso accompagnati dal film tratto dal libro stesso, eventi speciali e spazio dedicato ai soci che desiderano leggere i loro scritti. I film selezionati ci daranno modo di discutere romanzo e film come due diversi mezzi espressivi, due linguaggi. Ogni socio avrà la responsabilità e la libertà di procurarsi i libri e vedere i film, scegliendo autonomamente fornitori e formati, edizioni cartacee o ebook.

Con questa formula, Parolab si conferma non come un comune club del libro, ma come un Laboratorio di Parole e Immagini. Speriamo con questo di rispondere ad una esigenza che si è espressa a gran voce, e di continuare ad essere un punto di riferimento per gli amici del libro e i sostenitori della cultura italiana

Questa stagione avremo un evento speciale: l’incontro con Elena Janeczek, vincitore del Premio Strega 2018 con il romanzo La ragazza con la Leica, domenica 20 ottobre 2019 alle 8pm in una casa privata,  riservato ai soli soci IDC 2019-2020 ed iscritti al Parolab, con discussione con l’autore e cena a buffet. Poiche’ l’invito del vincitore del Premio Strega e’ un evento annuale, contiamo di ricevere il vincitore del 2019 nei mesi successivi. Inoltre cercheremo di invitare ai nostri incontri mensili scrittori locali ed esperti culturali che possano discutere del libro del mese insieme a noi.

Ed ecco i libri che leggeremo e discuteremo questa stagione:

NOVEMBRE 2019 (doppia lettura)

1.

LEALTA’
Letizia Pezzali
Einaudi 2018, 195 pagine

L’ossessione amorosa di una donna giovane per un uomo che ha vent’anni piú di lei. Intorno, l’ambiente dell’alta finanza, raccontato con precisione feroce. Lealtà è uno straordinario romanzo sul potere, sulla natura del desiderio, sul bisogno contemporaneo di trovare un nuovo linguaggio per le relazioni umane. Il desiderio non si impara e non è prevedibile. Esplode, crolla o si consolida seguendo percorsi caotici, come i mercati finanziari. Eppure contiene la nostra storia. Questa, almeno, è l’esperienza di Giulia, trentaduenne che lavora a Londra in una banca d’affari, un luogo fondato su regole quasi religiose dove lei si muove lontana dalla felicità ma non a disagio. Il contesto in cui vive è particolare: molto denaro, pochissimo tempo libero, rapporti che, fatta eccezione per il sesso, mirano soprattutto al mantenimento della reputazione. Un ecosistema privilegiato che il resto della società, estranea ai grattacieli di Canary Wharf, il grande centro direzionale sulle rive del Tamigi, guarda con sospetto. In quello stesso mondo, prima del suo arrivo, conduceva la propria esistenza anche Michele, un uomo sposato verso cui al tempo dell’università, a Milano, lei aveva sviluppato un’ossessione sentimentale ed erotica. Michele si è licenziato, il motivo reale nessuno lo conosce, ma in qualche modo nella sua scelta c’entra Seamus, il brillante capo di Giulia, che in un mattino speciale, dalla colorazione esasperata e incerta, pronuncia il suo nome. L’effetto è quello di un vaso che si apre. In maniera compulsiva Giulia si trova a ripercorrere una vicenda che credeva sepolta, a indagare la dimensione emotiva del dolore e dell’amore, la loro origine genetica. A interrogarsi sulla fragilità che, al di là delle differenze, al di là delle generazioni e delle consuetudini, ci riguarda tutti in quanto esseri umani.

2.

ORA DIMMI DI TE
Lettera a Matilda, Andrea Camilleri
Bompiani 2018, 112 pagine

Che cosa rimarrà di noi nella memoria di chi ci ha voluto bene? Come verrà raccontata la nostra vita ai nipoti che verranno? «Matilda mia, ho imparato pochissime cose e te le dico» Andrea Camilleri sta scrivendo quando la pronipote Matilda si intrufola a giocare sotto il tavolo, e lui pensa che non vuole che siano altri – quando lei sarà grande – a raccontarle di lui. Così nasce questa lettera, che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore: illuminando i momenti in base al peso che hanno avuto nel rendere Camilleri l’uomo che tutti amiamo. Uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e una strage di mafia a Porto Empedocle, una straordinaria lezione di regia all’Accademia Silvio D’Amico e le parole di un vecchio attore dopo le prove, l’incontro con la moglie Rosetta e quello con Elvira Sellerio… Ogni episodio è un modo per parlare di ciò che rende la vita degna di essere vissuta: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. Con il coraggio di raccontare gli errori e le disillusioni, con la commozione di un bisnonno che può solo immaginare il futuro e consegnare alla nipote la lanterna preziosa del dubbio.

Dicembre 2019

IL GIARDINO DEI MOSTRI
Lorenza Pieri
e/o 2019, 315 pagine

Lorenza Pieri scrive un ambizioso e riuscito romanzo su un’Italia che ha cambiato pelle negli anni Ottanta, concentrandosi sul microcosmo di Capalbio, il paese maremmano dove le classi sociali si sono incontrate e scontrate. Ci rivela così la sostanza vera e affascinante di un’Italia dietro il velo del gossip. Un romanzo molto atteso. Siamo tra il 1987 e il 1990, in un paese della maremma toscana troppo famoso per essere citato. Le vicende di due famiglie, una locale di allevatori di cavalli, i Biagini, e una romana altoborghese, i Sanfilippi, si intrecciano, mentre il luogo in cui si incontrano diventa il teatro perfetto della messa in scena dei cambiamenti che avvengono in Italia. Così l’amicizia tra Sauro, un buttero ambizioso e Filippo, un politico edonista, una volta diventati anche soci in affari, porterà anche gli altri membri delle loro famiglie a legarsi o a scontrarsi. Nel paese, dove a prima vista si assiste a una diffusione ubriacante di denaro e allegria, le certezze su cui si era sempre contato, le fedi politiche, i legami familiari, il rigore morale, l’identità sessuale, sembrano dissolversi e perdere i contorni nitidi. Sauro e Filippo, le loro mogli Miriam e Giulia si fanno rivelatori di un’umanità debole, apparentemente magnanima ma spesso meschina, in mezzo alla quale, la creatura più fragile, Annamaria, che ha quindici anni e parecchi complessi, fatica a trovare il suo posto, soprattutto nel confronto con la bella e spigliata Lisa della quale desidera attenzioni e affetto, ricevendoli in un modo assai ambiguo. Ma c’è un mondo parallelo che nello stesso periodo sta prendendo forma. È il Giardino dei Tarocchi dell’artista franco-americana Niki de Saint Phalle. Un luogo magico, a cui Annamaria si avvicinerà a poco a poco, e nel quale l’artista la lascerà entrare, dandole accesso al racconto della sua stessa vita, tramite il quale la ragazzina imparerà tutte le lezioni che nessuno ha mai saputo darle.

Gennaio 2020

I LEONI DI SICILIA
Stefania Auci
Editore Nord 2019, 436 pagine

C’è stata una famiglia che ha sfidato il mondo. Una famiglia che ha conquistato tutto. Una famiglia che è diventata leggenda. Questa è la sua storia. Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile. Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

Febbraio 2020

UN GIORNO VERRA’
Giulia Caminito
Bompiani 2019, 240 pagine

Candidato al Premio Strega 2019 Un romanzo di famiglia e d’anarchia. Personaggi densi e autentici dalla voce di una scrittrice alla seconda prova dopo il brillantissimo esordio con La grande A. “Nicola e Lupo non erano fratelli e basta, non erano sangue e basta, erano più della guerra, erano più dell’anarchia, erano stati covati dal mondo per esistere insieme, dovevano esserci per forza nello stesso momento.” Lupo e Nicola nascono alle soglie del secolo nuovo, il Novecento, ultimi della progenie di Luigi Ceresa, fornaio nel borgo marchigiano di Serra de’ Conti. La vita dei Ceresa è durissima, come quella di tutti gli abitanti di Serra, miserabili mezzadri che vedono morire i figli uno dopo l’altro. Lupo, vigoroso e ribelle, e il fragile Nicola sopravvivono, forse in virtù della forza che li unisce pur nella loro diversità. Zari nasce in Sudan, ma viene rapita ancora bambina e convertita: pochi sanno che questa è l’origine della Moretta, la badessa del convento di clausura di Serra, che con la sua musica straordinaria e la sua forza d’animo è punto di riferimento per tutta la comunità. Ma il vento della storia soffia forte: le idee socialiste e quelle anarchiche, capaci di aprire gli occhi a quei ragazzi cresciuti nella fame, la Settimana Rossa del ’14, la Grande Guerra, l’epidemia di Spagnola. Per Lupo, Nicola e la Moretta non sarà semplice resistere e scoprire il segreto che ha tenuto legate le loro esistenze.

Marzo 2020

IL TRENO DEI BAMBINI
Viola Ardone
Einaudi 2019, 248 pagine

A volte dobbiamo rinunciare a tutto, persino all’amore di una madre, per scoprire il nostro destino. Nessun romanzo lo aveva mai raccontato con tanto ostinato candore. È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l’intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un’iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l’ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un’Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c’è altro modo per crescere.

Aprile 2020

MAGARI DOMANI RESTO
Lorenzo Maroni
Feltrinelli 2017, 320 pagine

Dopo personaggi indimenticabili come Cesare Annunziata ed Erri Gargiulo, ecco Luce Di Notte, giovane avvocatessa napoletana che proprio non ci sta a farsi mettere i piedi in testa. Luce, una trentenne napoletana, vive nei Quartieri Spagnoli ed è una giovane onesta, combattiva, abituata a prendere a schiaffi la vita. Fa l’avvocato, sempre in jeans, anfibi e capelli corti alla maschiaccio. Il padre ha abbandonato lei, la madre e un fratello, che poi ha deciso a sua volta di andarsene di casa e vivere al Nord. Così Luce è rimasta bloccata nella sua realtà abitata da una madre bigotta e infelice, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un capo viscido e ambiguo, un avvocato cascamorto con il pelo sullo stomaco. Come conforto, le passeggiate sul lungomare con Alleria, il suo cane superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con il suo anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Un giorno a Luce viene assegnata una causa per l’affidamento di un minore, e qualcosa inizia a cambiare. All’improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma forse è l’occasione per sciogliere nodi del passato e mettere un po’ d’ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito il vento che gli diceva di fuggire, o magari restare?

Maggio 2020

MENZOGNA E SORTILEGIO
Elsa Morante
Einaudi 2014, 728 pagine, prima edizione 1948

Scritto subito dopo la seconda guerra mondiale, la Morante con questo romanzo ha iniziato il suo lungo percorso letterario. “O impareggiabile prosapia! Mia madre fu una Santa, mio padre un granduca in incognito, mio cugino Edoardo un ras dei deserti d’oltretomba e mia zia Concetta una profetessa regina. Si fissarono così, in solenni aspetti a me familiari, le maschere delle mie futili tragedie…”. Così assediata da tali “magnifiche” ombre, l’io narrante di Menzogna e sortilegio s’incammina verso la necropoli del proprio mito familiare: pari a un archeologo che parte verso una città leggendaria.

 

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Il Comitato di Parolab
Claudio Bazzichelli, Anna Lawton , Maria Luisa Moen, Lorenza Pieri

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